Clubhouse è un’app nata nel febbraio 2020 a opera di Paul Davison e Rohan Seth, ex Pinterest e Google, della startup Alpha Exploration. L’app conta oltre sei milioni di subscribers e la sua crescita strepitosa ha messo sull’attenti sia esperti di digital strategy che speculatori. Vediamo le sue principali caratteristiche.

Tutti ne parlano, ma come funziona Clubhouse?

Si tratta di un’app di social networking basata solo sull’audio: non esistono foto, video, stories, oppure testi. L’interazione nell’app avviene esclusivamente tramite la voce.

In virtù della privacy degli utenti, non è obbligatorio l’inserimento di immagini o bio, e le interazioni vocali non vengono registrate. Si può partecipare a una conversazione solo in live.

Persone che si trovano in diverse parti del mondo possono chiacchierare o scambiarsi idee e opinioni sulle tematiche più disparate: arte e film, videogames, attualità, rapporti sociali, sport, idee di business, marketing digitale, ecc…

Come si entra su Clubhouse?

La piattaforma è costituita da stanze che vengono create dai contatti, tu stesso puoi aprire la tua room. Dopo l’iscrizione, ti verranno proposte room in base ai tuoi interessi e alle persone che le seguono.
La partecipazione alle stanze avviene come pubblico ascoltatore, con il microfono disattivato. Come su Teams o Zoom, puoi alzare la mano e il creator/moderatore ti darà la possibilità di intervenire.

In una room possono essere connesse contemporaneamente da poche decine fino a migliaia di persone, e non è raro ritrovarsi nella stessa stanza insieme a un VIP. Pochi giorni fa Elon Musk ha fatto un intervento in una room: inutile dire che l’hype nei confronti di Clubhouse è schizzato alle stelle.

Se questo bel grafico in salita non fosse sufficiente, ecco un altro paio di dati che mettono in luce l’esplosione di Clubhouse:

  • è al 5° posto nella categoria Social Media Network in App Store, nonché la 1° per numero di download in Germania, Giappone e Turchia;
  • è stata valutata 1 miliardo di dollari (contro i 100 milioni di Maggio 2020) nonostante sia ancora una versione Beta;
  • le ricerche di “clubhouse app” online sono aumentate del 3250% solo negli ultimi 90 giorni;

L’audio è il futuro del digital storytelling?

Clubhouse sta svettando sulle classifiche delle app più popolari. Forse però, per scovare l’origine del suo successo, dobbiamo spostare l’attenzione sulla tipologia di contenuto proposto.
Podcast, audiolibri, sistemi configurati con il riconoscimento vocale, Alexa, Google Dot…. L’audio viene sempre più utilizzato nella nostra vita quotidiana. La comunicazione vocale è infatti coinvolgente e immediata, soprattutto se un argomento suscita interesse. La fruizione di questi prodotti è anche in ottica multitasking. Possiamo ascoltare un podcast mentre siamo alla guida o cuciniamo.

Clubhouse prenderà piede come Instagram o TikTok? Al momento sappiamo che è uno strumento dalle mille potenzialità. In futuro vedremo se, e come, influirà nelle digital strategy.